Note

Vorrei ricordare com’era quando si era sereni, quando arrivava la sera e senza dire una parola si usciva di casa a cercar fortuna. Quando, raccogliendosi intorno ad una brace, tutto sembrava stare lì ad aspettare il cambiamento.
Ricordi com’era?
Quando pensavi di avere paura, di non avere piu speranza, di essere cosi triste e solo. Provi ad esprimerti ma dici le cose di sempre, incomprensibili, chiuse.

Eravamo ad un passo da.

Pensieri e amore

Le mie scelte.
Quello che io voglio
Quello che mi fa stare bene
Quello che io sogno
Quello che io diventerò un giorno
Quello che sono ora
Quello che sento adesso
Quello che provo adesso
Quello che io immagino
Quello che io scrivo
Quello che io dico
Quello che io freno
Quello che io penso.

Io scelgo di essere felice.
La felicità è difficile.
Chi dice che è una cosa facile non è mai stato davvero felice. Non sa che si prova ad essere felici, ad esserlo consapevolmente.
Chi dice che amare è una cosa semplice.
Amare è la grande prova di noi, la grande sfida della mente, la grande volontà che si impone su un mondo che è votato al cambiamento.
Amare è difficile.
Amare come amo io, come quando stringo il suo viso tra le mie mani, come quando ci ripenso al mio amore, per essere sicura che lui riceva da me quanto merita.
Amare come amo io, la grandezza di un amore che per me è immenso e del quale non conosco i confini. La mia mente li cerca e, come contro mulini a vento, soccombe.

La camera in affitto

Questa casa mi fa schifo. Questa non è casa. Vorrei trovare una sistemazione diversa, non so più starci qui dentro. O forse non so più stare dentro me. O forse è la mia ansia che se ne va. Ma non vuole davvero andare via, allora prova a mostrarsi ancora, un ultimo grande atto di forza. Ma sono più forte io.

Però questa casa fa schifo davvero, lasciano il peggio agli universitari. Qui, in questo buco, in questa camera dai muri sottili sottili, sento la mia angoscia, la percepisco tutta. Entra un buon odore di pioggia dalla finestra, un odore di vita e di rivoluzione e la spalanco per respirare a pieni polmoni. I miei polmoni si riempiono. Ma quest’aria buona non entra in camera, arriva fino alla sedia della scrivania e poi c’è questa lotta tra il fuori e la casa. Tutto sembra davvero riconducibile a me stessa e questo pensiero mi agita. Mi agita pensare a come uno è per se stesso e a come uno è in relazione al posto che occupa nel mondo. Il mio posto nel mondo adesso è nel piano rialzato di un ex ufficio di Ponte Lungo. E adesso che sto qui, vorrei poter andare da qualsiasi altra parte. Ma devo stare attenta e rimanere vigile. Non confondere la casa con il mondo, il mondo con me stessa, me stessa con la casa. Devo rimanere lucida e considerare il tutto. Devo considerare il tutto e ricordare al mio cuore di non avere nessun dubbio e nessuna paura.

Il posto – traduzione

C’è questo posto. E’ nella mia vita. E’ fatto di palcoscenici e musica. Certo, la musica.
Solitamente scegliamo delle canzoni e le ascoltiamo con dei sistemi High Tech, cosicché le note arrivino ovunque.
E’ un posto fatto di costumi, i più belli di tutti. Sono rifiniti con oro e ricami colorati.
Ci sono scarpette da ballo rotte.
C’è un’ Harley Davidson parcheggiata fuori dalla porta. E’ una sportster 1200 vintage blu scuro. A volte la guido, a volte non so farlo. A volte bevo caffè.
C’è questo posto. E’ in alto. Puoi vedere tutta la città se solo riesci a raggiungere silenziosamente le scale. Le trovi dietro piccole tende rosse di velluto. Se sali troverai un porta e dietro quella porta c’è una stanza piena di antichi giochi di legno e polvere ovunque. Passerai attraverso la Grande Finestra e poi arriverai sul tetto. Gli aerei sembrano davvero vicini e avrai davanti ai tuoi occhi la luna più grande, brillante e bianca che vedrai mai. Sembra che gli aerei possano disegnare cerchi intorno alla luna.
C’è questo posto, è reale. Mi esibisco lì ogni secondo Giovedì del mese. Anche a Natale e a Pasqua. Raccogliamo soldi per beneficenza. Dopo gli spettacoli mangiamo insieme una pizza. Il ristorante dove andiamo di solito è rustico e c’è anche una piscina sporca. Lo giuro, io ci sono stata.
A volte, dopo pranzo, siamo soliti cantare canzoni italiane degli anni 70′. Margherita e Renato ballano spesso insieme. Questi momenti significano tutto per me.
C’è questo posto.
A volte è pieno di zucche.
Il pavimento scricchiola e la moquette è fatta di ricordi.
A volte il profumo dei fiori vince quello del palco in legno di noce. Abbiamo un organo dell’800′. Nessuno sa suonarlo, solo M. sa.
M. sa tutto.
Quando M. arriva, le urliamo di andarsene, ma abbiamo bisogno di lei disperatamente. Lei sa anche questo. E così rimane. Quando inizia a suonare l’organo, ci calmiamo e non abbiamo più paure.
C’è questa cosa che riguarda le paure, tornano sempre da te quando arriva la notte. Quando sei sdraiato nel tuo letto, quando inizi a pensare di aver fatto bene, loro arrivano. Ma l’organo porta il sole quando il sole è andato via. Non è una coincidenza che solo uno di noi possa suonarlo.

The place – just a nonsense thought

There is this place. It is in my Life. It is made of stages and music. Of course, music.
We usually choose songs and we listen to them with High Technology systems, so that you can hear music everywhere there.
It is a place made of costumes, the most beautiful ones. They are defined with gold and colored embroideries.
There are broken ballet shoes.
There is a Harley Davidson parked outside the door. It is a dark blue vintage sportster 1200 Harley. Sometimes I drive it, sometimes I can’t.
Sometimes I drink coffee.
There is this place. It is in high. You can see the entire town if you just quietly reach the stairs. They are behind tiny red velvet curtains. If you go up, you will see a door and behind that door there is a room full of ancient wooden toys and dust everywhere. You will pass through the Large Window and then you will get to the roof. Planes seems really close and you will have in front of your nose the biggest, brightest white moon you will ever see. It seems like the planes could draw circles around that moon.
There is this place. It is real, I perform there every second Thursday of the month. At Christmas and at Easter too. We collect money for charity. After the shows we eat pizza together. The restaurant we usually go to is rustic and there is a dirty swimming pool too. I swear, I have been there.
Sometimes, after lunch, we are used to sing Italian 70’s songs. Margherita and Renato often dance together. These moments mean everything to me.
There is this place.
Sometimes it is full of pumpkins.
The floor is squeaky and the moquette is made of memories.
Sometimes the smell of flowers has the best on the walnut stage one.
We have a 800′ pipe organ. Nobody knows how to play it, just M. knows. M. knows everything.
When M. comes in, we yell her to go away, but we need her desperately. She knows this too. And so she always stays. When she starts to play the pipe organ, we calm down and we have no more fears.
There is this thing about fears, they always come back to you when night comes. When you lie down in your bed, when you just start thinking you have done well, they come. But that pipe organ can bring sun when sun it is gone. It is not a coincidence that just one of us can play it.