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Roma – 5 years

Di notte, l’estate non sembra estate a Roma. Non qui, al terzo piano d’un palazzo che s’affaccia sulla tangenziale est. Non un filo di vento dalla finestra e la luce accesa in cucina. Voci dalla strada: zingari o senzatetto. Hanno voce anche loro, di notte qui a Roma. Una flebile voce che s’accompagna ai sogni della gente. Se resti sveglio e aspetti l’alba, la Tiburtina si riempie di colori nuovi, un pò alla volta. Il sole emerge da dietro la stazione e non lo vedi, ma i suoi raggi spuntano dai treni ed illuminano case lontane. Torna a casa chi ha lavorato la notte, altri spuntano dai portoni, ed escono. Aria fresca rende vigorosi, l’odore dei cornetti sale fin quassù, proprio nel momento in cui stai per svenire dal sonno. Un paio di scarpe al volo e scendi giù al bar, dove ormai ti conoscono, accettano anche la vitalità che ti porti dietro di quando hai solo vent’anni, ti lasciano cantare sulle note della canzone che passano al programma in tv. Ecco, fino alle 7 del mattino, il più della città dorme o si prepara al nuovo giorno. Tu, ancora sveglio, li freghi tutti, vivi il meglio di quel poco di buono che c’è qui. Vorresti avvisarli, avvisarli tutti che forse l’unico modo per vivere è uscire di casa per mezz’ora almeno, ancora in pigiama. E farsi un giro a piedi. Ecco, basta scriverlo che mi sembra un’idea buffa, assurda. Così perdo il filo dei pensieri, mi serve un attimo per rientrare miseramente in me. E sento il rumore di bottiglie di vetro che rotolano lungo la via. E qualche auto passare da sotto il ponte, salire verso Piazza Bologna. C’è un chioschetto lì, prepara cornetti caldi quasi tutta la notte. Diciamo fino all’1. Poi dall’1 in poi restano quelli al pistacchio e quelli semplici, ormai freddi. Ma se torni con il notturno, ti fermi lì e ne mangi uno, freddo, e di gusto. Attraversi la piazza e se proprio non sei stanco, resti a parlare lì, sulle panchine. Nel silenzio, tra le luci della metro e dei lampioni. Non è mai così calma Piazza Bologna come quando è notte fonda: rumori sottili e fa quasi freddo anche a luglio. Sono felice del freddo: temo il giorno in cui non avvertirò più nulla, quando sarò grigia e stanca e restare sveglia per poi scendere in ciabatte mi sembrerà una follia. Non è male qui, non è che solo la notte non è male. Non è male sempre. Ti rincorri un pò con te stesso, un pò provi a rincorrere il mondo, a Roma. Ma  sarai ripagato dalle possibilità che si celano dietro i muri dei palazzi. Alcune si scopriranno da sole, in altre inciamperei, così, per caso. E ti piacerà, ti piacerà tanto da non voler attendere per averne ancora. Chiaramente, la vita non fa sconti e le attese saranno estenuanti e terribili. Magnifiche, esattamente ciò di cui avrai bisogno in quei momenti.

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