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Adrienne

La cosa che mi delizia del ricordo è che ci si sofferma su particolari.

E’ come se i miei sensi, adolescenti incompresi, giocassero una partita a Texas hold ‘em, ritrovandosi sul divano di T. a sorseggiare whisky invecchiato.

Ricordo pistacchi in una busta bianca, camminavo lungo la salita che porta alla Cattedrale: c’era la festa del Patrono della mia città. Non è più la mia città, è la mia città-un tempo. E da oggi in poi mi riferirò a lei solo come città-mia-un tempo.

Dicono che i bambini non hanno il senso del tempo. il concetto (di tempo) e la sua comprensione maturano crescendo. Quindi non è scorretto definire l’infanzia come la fase più lunga della vita e mi autorizzo a considerarne (della vita) metà vissuta lì, nella mia città-un tempo.

 

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