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T. aveva capito tutto della vita. Mi aveva spiazzato con poche parole buttate lì attraverso il telefono. Volevano dire tutto e niente. Erano parole di una mente lucida o di una donna in rinascita? Non è questo che conta. L’unica cosa che conta è che lei mi è sembrata più vicina alla felicità, ad un passo dal segreto per una vita perfetta, lei più di chiunque altro. E mentre mi parlava non provavo invidia, siamo così simili che mi è parso di vedermi, alla sua età, dire quelle stesse cose. io, più vicina alla felicità, ad un passo dal segreto per una vita perfetta, io più di chiunque altro. Mi sono resa conto, ad un certo punto, della strada percorsa e di quella da percorrere.

Ed è tornato settembre, è stata una lunga estate.

Rocco Siffredi pubblicizza ogni ben di Dio e suor Cristina vince The Voice 2.

Paese coerente.

La cosa che mi delizia del ricordo è che ci si sofferma su particolari.

E’ come se i miei sensi, adolescenti incompresi, giocassero una partita a Texas hold ‘em, ritrovandosi sul divano di T. a sorseggiare whisky invecchiato.

Ricordo pistacchi in una busta bianca, camminavo lungo la salita che porta alla Cattedrale: c’era la festa del Patrono della mia città. Non è più la mia città, è la mia città-un tempo. E da oggi in poi mi riferirò a lei solo come città-mia-un tempo.

Dicono che i bambini non hanno il senso del tempo. il concetto (di tempo) e la sua comprensione maturano crescendo. Quindi non è scorretto definire l’infanzia come la fase più lunga della vita e mi autorizzo a considerarne (della vita) metà vissuta lì, nella mia città-un tempo.

 

Mi sento vecchia, non capisco come funzionano gli hashtag.

Wikipedia e mio padre sì.

 

 

(n.b., e tutto il resto del mondo.) 

Artista: Milky Chance
Album: Sadnecessary
Data di pubblicazione: 2013

Sono arrivate le tende nuove. Questa camera, che mi appartiene, sembra molto più mia di quanto lo sia realmente. Mamma s’impegna molto per sgomberarla un po’ alla volta dalle mille cose inutili che l’affollano. E neanche sembra poi così tanto sgabuzzino-ammassa-roba come prima.

Inizio quasi a sentirmi a casa, a sentirmi coccolata dal mio copriletto a fiori, quasi dimentico il perché mi affanni tanto per ritornare a Roma, quasi mi piace il silenzio di queste vie, interrotto solo dal mare agitato.Quasi mi viene voglia di restare.

A questo punto dei miei pensieri, mamma urla e mi ritrovo sul sito di Trenitalia.

100 grammi di pasta alle 17.38

Federica 0 – ormoni 1

L’altro giorno è successa questa cosa,
Stavo da sola a casa, erano le 20, circa.
C’era ancora il sole, pensate.
Ricordavo la scorsa estate, seduti sul balcone.
Vi ho scritto e non mi avete risposto.
Ho indossato una tuta, ho raccolto i capelli e sono andata dall’indianino sotto casa.
Ho comprato una bottiglia di tè freddo e, tornata a casa, sono uscita sul balcone, mi sono seduta e ne ho versato un pò in un bicchiere.

Stavo bene.

Quindi, fatemi capire bene: non c’è un punto di salvataggio?
Anni di amicizia e, volendo, non posso tornare indietro ad un punto di salvataggio?

Questo é quello che non capisco delle amicizie, esistono da molto più tempo di videogiochi e console e nessuno si é mai applicato per migliorarne il sistema.

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